Il nord Italia continua a tremare. Dopo le scosse di terremoto dei giorni scorsi (magnitudo max 4,9), alle 14.53 di oggi un altro sisma è stato chiaramente avvertito in buona parte del nord della penisola. Secondo i primi rilievi la magnitudo è di 5,4. La scossa è stata avvertita anche a Genova e Firenze. Secondo il sismologo Enzo Boschi, intervistato su Tgcom24, il terremoto non dovrebbe aver provocato grossi danni. Per precauzione a Milano sono state evacuate alcune scuole. Secondo le prime stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) l’epicentro del sisma, punto sulla superficie terrestre dove è più forte lo scuotimento provocato dal passaggio delle onde sismiche, è nella zona di Corniglio e Berceto in provincia di Parma. Nella nostra regione la scossa è stata avvertita debolmente solo nel pesarese. (ophisnews)
Incontro con Giovanni Troiano sulla mediazione familiare
Offida – Questa sera, con inizio alle ore 21,00, presso la sala Pertini, in via Roma, si terrà la conferenza “La nostra vita, le nostre radici”. Relatore Giovanni Troiano, mediatore umanistico e familiare. Durante la serata si parlerà del metodo delle Costellazioni Familiari e della Mediazione Umanistica. Come avvicinarsi e a chi sono rivolte. L’incontro è aperto a tutti, chi già lavora nella relazione d’aiuto o semplici persone che vogliono iniziare un percorso di consapevolezza personale. www.giovannitroiano.it – Info: Giovanni Troiano 328 204 44 44
(ophisnews)
Gli amici dell’arte di nuovo in scena
Offida – Dopo i successi al Serpente aureo e in altri teatri del Piceno con “Non è vero… ma ci credo”, il “Gruppo amici dell’arte” di Offida, sbarca al teatro Concordia di S. Benedetto. La compagnia andrà in scena domenica alle 21. Sul palco i bravissimi Piero Petrocchi, Maurizio Franchi, Marica Cataldi, Antonella Antonelli, Giuliano Ciotti, Giuseppe Maria Ciabattoni, Giuseppe Nespeca, Elisa Dolores Petrocchi, Pamela Marinucci, Francesco Casagrande, Mara Ottavi, Bianca Amadio ed Elisa Ritucci con la regia di Adele Costantini. La commedia è considerata il capolavoro comico di Peppino De Filippo. Il Gada l’ha portata in scena, per la prima volta, in Offida, il 30 maggio 2010 con due repliche. La storia dell’associazione inizia nel ’97, un gioco trasformato in impegno e passione. La prima uscita risale al 1978 con “Non ti pago” di Eduardo De Filippo e fu subito successo. Dopo 12 anni di silenzio per il restauro del Serpente aureo, si riprende nel 2004 con nuovi spettacoli e nuovi attori. La compagnia arriva a calcare i palcoscenici di teatri nazionali (Roma, Bolzano…) e internazionali (Cambridge) ed anche riconoscimenti e premi.
Graziella Carassi sulle orme di Maddalena profuga per sempre
Un avvincente viaggio analitico ed autoanalitico attraverso luoghi, personaggi, volti, voci, colori, odori, sapori di Offida.
Presso il Pio Sodalizio dei Piceni in piazza San Salvatore in Lauro 15 (Coronari) il 25 ottobre 2011 siè tenuta la presentazione del libro di Graziella Carassi Maddalena profuga per sempre (Andrea Livi Editore, Fermo, 2011, 18 euro). Oltre all’autrice sono intervenuti: Rosanna Vaudetti, Grazia Mandrelli, Giuseppe Martini e Claudia Valrio Pagan.
Di quest’ultima riportiamo qui di seguito l’intervento-recensione al libro.
Mi associo pienamente a quanto con grande efficacia è stato detto dai precedenti relatori a proposito di scrittori di memorie, biografie e autobiografie, che si sono intensificati a cavallo tra i due secoli (citerò, uno per tutti, per non allontanarmi dalle Marche, il celebre libro della marchigiana Dolores Prato, nativa di Treia).
Scriveva Giulio Ferroni nel saggio intitolato “Dopo la fine” in cui si tratteggiavano i caratteri dell’epoca cosiddetta post-moderna: “Mentre nella società circostante arretra e scompare il senso della Storia, mentre gli eventi sembrano presi nella deriva del non senso e dell’irrazionalità, lo sguardo alle tradizioni storiche sembra imporsi come sguardo ultimo e finale, una sfida a quella catastrofe”.
E in recenti dibattiti si è parlato di un rinato neo-realismo contrapposto al post-moderno, di un ritorno al “pensiero forte” contrapposto al “pensiero debole”.
In questa importante opera di Graziella Carassi i due aspetti, più che contrapporsi, vengono ad integrarsi: in essa convivono oggettività e soggettività, mondo esteriore e mondo interiore, pessimismo della ragione e ottimismo della volontà.
Ed entra in gioco, oltre all’abilità della scrittrice, tutta la perizia anche professionale, della psicanalista nell’esplorazione dell’animo altrui e proprio. Palese è anche l’attitudine a riflettere lucidamente sul proprio lavoro e renderne spesso conto al lettore rispondendo a possibili interrogazioni e obiezioni.
In primis: quale il motivo di un lamentato ritardo nella pubblicazione?
“Perché, risponde prontamente Graziella, Offida era il nodo da sciogliere”.
Infatti un sentimento ambivalente nei confronti del paese dell’infanzia (che può richiamare l’odiosoamato “natìo borgo” del grande conterraneo recanatese, può aver frenato inizialmente in lei l’impeto espressivo. Era necessario rispettare i tempi di questo viaggio analitico ed autoanalitico, di questo profondo lavoro di scavo nel passato, facendo gradatamente emergere dal pozzo della memoria luoghi personaggi volti voci colori odori sapori, allargando cerchi concentrici a partire da una figura centrale, emblematica, che l’Autrice ci evidenzia fin dal titolo del libro: Maddalena, come la peccatrice redenta da Gesù di Nazareth, donna il cui destino è segnato dalla perpetua fuga, dall’inquietudine dell’erranza (“erranza” nella duplice accezione del termine, fisica e psichica); donna che, malgrado tutte le contraddizioni e le scelte sbagliate, riesce a sedurre chiunque le si avvicini, grazie alla simpatia, la verve, l’eleganza, anche l’eccentricità.
Cito da pag. 20: “Tutto in lei era insolito: la voglia di gioire e l’esuberanza nei momenti positivi, le lamentele e i pianti nelle fasi depressive. Perché era entusiasta e disperata insieme”.
Così l’Autrice, nell’incipit del racconto, ci presenta questa donna speciale che già nella splendida foto di copertina ci appare in tutta la sua vellutata e assorta avvenenza; da Graziella bambina incontrata fuggevolmente in Offida e ritrovata dopo tanti anni a Roma, anziana e sofferente, bisognosa di tutto, specialmente di affetto.
Fatte le debite differenze, Maddalena, Lenuccia, per gli intimi, viene a rappresentare in questa lunga vicenda una sorta di alter ego dell’Autrice, un personaggio in cui specchiarsi, confrontarsi e anche indirettamente confessarsi: due vite che corrono parallele, a momenti divergono, in altri convergono, fino al punto del distacco definitivo che però può essere anch’esso ricco di senso, giacché Graziella, designata esecutrice testamentaria dei modestissimi beni dell’amica, ne garantirà la continuità materiale, spirituale ed affettiva, traendo nel contempo vitalità ed energia da tanta memoria.
La narrazione, ora in terza ora in prima persona, che inizia dalla fine e risale à rebours nel tempo tocca tutte le più significative tappe spazio-temporali della vita di Maddalena:
- La nascita (1909) e l’infanzia nell’ ancora asburgica Gorizia, figlia irregolare della fervida Caterina e dell’onesto Riccardo.
- L’abbandono forzato della città di confine (“Santa Gorizia”, come fu chiamata) dopo la rotta di Caporetto (nell’ottobre del ’17); la prigionia del padre e il trasferimento delle due donne profughe prima in Svizzera, presso la Crocerossa internazionale, in seguito nelle accoglienti Marche, e precisamente nella nobile cittadina di Offida, dove per sorte viveva la nostra Graziella, appartenente alla nota famiglia Rampioni Pellei-Carassi.
- Ma, come se non bastasse, alla guerra fa seguito la terribile pandemia della “spagnola” dalla quale Maddalena si salva solo grazie alla sollecitudine e all’abilità della madre; e ancora il difficile dopoguerra e l’ascesa del fascismo.
I primi amori e i primi grandi dolori, la morte dell’amato Fides (1927).
L’esperienza della vita cittadina ove Maddalena spera di poter realizzare i propri progetti, soprattutto in ambito teatrale: prima Ascoli Piceno, poi Roma. Ma con tante delusioni e sventure: la morte dei genitori (1938), la seconda guerra mondiale e le devastazioni tedesche, il terremoto (1943), le difficoltà del secondo dopoguerra.
L’affannosa deludente ricerca dei fratelli a lei precocemente strappati.
Infine il declino, la vecchiaia, la morte (1°gennaio 2000) e la distribuzione dei beni tra alcune associazioni caritative.
La microstoria di una donna profuga a vita, migrante da un territorio all’altro (Friuli, Marche, Roma) senza una precisa appartenenza, è immersa nella macrostoria del secolo crudele delle grandi guerre in cui anche tanti eroici combattenti marchigiani hanno pagato un alto tributo di sangue. E Graziella Carassi rende ad essi omaggio, nominandoli quasi ad uno ad uno.
La modalità stilistica dell’elencazione, della nominazione (rituale antico) in questo libro viene adottata in forma intensiva e sorprendente, con una voluta minuziosità e un apparato di documenti scritti e iconografici e di preziose foto d’epoca che fanno rivivere momenti importanti della storia d’Italia e in particolare delle Marche, episodi salienti della vita della protagonista, dell’Autrice, dei familiari e compaesani di cui sono diligentemente annotati i rispettivi dati anagrafici e le condizioni sociali. Con grande attenzione anche ai più umili aspetti della vita quotidiana, come ci ha insegnato la scuola francese delle Annales.
Un lavoro straordinario, che dà notevole risalto anche al ruolo delle donne, e tra esse in prima fila le insegnanti elementari, nell’educazione delle nuove generazioni e nelle rivendicazioni dei diritti femminili che tardavano molto ad essere riconosciuti. Un particolare approfondimento è dedicato alla Legge Sacchi del 17 luglio 1919 che prevedeva l’abrogazione della cosiddetta “autorizzazione maritale”; però il voto alle donne, il suffragio femminile era ancora di là da venire. Bisognerà aspettare il referendum e le elezioni del 2 giugno 1946.
Lungi dall’apparire un puro e semplice resoconto, la narrazione è quanto mai avvincente proprio per l’intreccio di svariati elementi eterogenei: la struttura portante del racconto che si avvale di una lingua elegante e raffinata (arricchita spesso da una terminologia specialistica); poi brani di tono più realistico estrapolati dalle “pagine di ricordi” di Maddalena, scritte da adulta, come avverte la nota, e, operazione felicissima, l’inserimento del dialetto (o meglio dei dialetti, marchigiano, veneto, friulano, anche un pizzico di romanesco) a conferire vivacità e verità ai personaggi.
L’ordine cronologico subisce continui scarti sul filo di una memoria ondivaga (volontaria o spontanea, come insegna Proust) e di una catena associativa di suoni, parole, immagini.
E le frequenti digressioni e incursioni in campo antropologico, sociologico, filologico, urbanistico, artigianale ed ergonomico, stanno ad attestare i molteplici interessi e competenze della nostra Autrice.
I luoghi abitati o visitati dai protagonisti ci sfilano dinanzi agli occhi con grande evidenza: Innanzitutto Offida, città dell’anima, con le sue piazze, le strade, le mura castellane, la celebre Santa Maria della Rocca; e le attività che fervono tra quelle mura (il lavoro degli artigiani, delle sarte, merlettaie, raccoglitrici; le iniziative dell’intraprendente Caterina nell’ambito dell’erboristeria, della bachicoltura e della lavorazione del tabacco; ma soprattutto il grande sogno di Maddalena rappresentato dal magico Teatro Serpente Aureo.
Una vita corale punteggiata anche di episodi lieti e divertenti resi più sapidi dalle espressioni dialettali e gergali, ma anche funestata da tragedie private e collettive che Graziella narra con un pathos sempre sobrio e misurato; episodi indimenticabili,come la morte della piccola compagna Rosa, del giovane Fides e del nonno materno.
Le pagine in cui si può rinvenire la più efficace sintesi di emozioni, sentimenti, significati simbolici sono quelle dedicate al Carnevale offidano: di venerdì, la tradizionale rappresentazione del Bove finte, che rievoca riti ancestrali, e di martedì grasso la fantasmagorica sfilata dei “Velurd”, le fascine di canne infuocate che seminavano euforia e panico tra la folla.
Leggiamo a pag. 178: Lenuccia “seguiva lo spettacolo da sotto le logge della Piazza, al lato della Chiesa Collegiata…lei rideva come tutti, controllando, però, un vago sentimento di tristezza: in quel rituale burlesco sentiva qualcosa di inquietante, fra l’umoristico e il drammatico: forse avvertiva indistintamente che tutta quell’allegria nascondeva un’emozione più oscura, tendeva quasi a mitigare la sensazione di morte accentuata dalla notte incombente…”.
Magistrale descrizione dello stato d’animo di Maddalena, in cui l’Autrice trasfonde le sue stesse sensazioni, sentimenti anche contradditori, ansie, turbamenti.
Ma toccherà proprio a lei di vincere “la sensazione di morte accentuata dalla notte incombente” e di “sciogliere il nodo” con questo suo libro vitale, luminoso, costruttivo, vibrante testimonianza del passato, pegno di affetto e di speranza per la sua Offida e per noi tutti, suoi ammirati lettori.
(fonte: www.abitarearoma.net -di Claudia Valerio Pagan – 25/01/2012)
Forum sul futuro della cultura
Attivare politiche culturali / Fare cultura. Due azioni congiunte e sinergiche che vedono attori principali il pubblico e privato o meglio la politica e l’impresa, entrambi operanti per e nel territorio, un campo d’azione non anonimo ma vivo nei propri caratteri fisici ma ancor più sociali, antropologici, economici.
La giornata di sabato 21 gennaio 2012 vede l’azione promotrice di un gruppo di aziende riunite in un neo-Consorzio di produzione e divulgazione della cultura, nell’idea che sia ora di partire per dare un nuovo impulso al Piceno convinti che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
Il Consorzio riunisce 18 imprese fra le più attive e innovative nel settore della cultura, spettacolo, turismo, ambiente e della creatività con un fatturato di oltre 5,4 milioni di euro e circa 200 addetti che nel corso dell’ultimo biennio ha visto un aumento di oltre 20 unità lavorative. Dall’impegno di questo ampio gruppo di operatori del settore culturale, che ha condiviso e fatto proprie le direttive della politica culturale della Regione Marche, dando vita a diversi progetti in rete co finanziati dal FERS POR Marche, sabato 21 gennaio 2012 ad Ascoli Piceno si terrà un FORUM SUL FUTURO DELLA CULTURA nel territorio del Piceno per costruire in modo partecipato il Distretto Culturale Evoluto del Piceno.
Parteciperanno al FORUM (in ordine alfabetico di nome): Alessandra Stipa, Presidenti FAI Marche, Antonella Nonnis, Presidente del Consorzio Imprese Culturali del Piceno, Antonio Canzian, Assessore regionale al Piceno, Davide Aliberti, Assessore alla Cultura di Ascoli Piceno, Domenico Sturabotti, Direttore Fondazione Symbola, Enrica Petrucci, Università degli Studi di Camerino, Ferruccio Squarcia, Confindustria Servizi Ascoli Piceno, Gaetano Rinaldi, Presidente Italia Nostra Ascoli Piceno, Gian Luca Gregori, Preside Facoltà di Economia e Commercio UNIVPM Ancona, Gino Sabatini, Vice Presidente CCIAA AP, Presidente Piceno Promozione e CNA Ascoli, Giovanni Gaspari, Sindaco di San Benedetto del Tronto, Guido Castelli, Sindaco di Ascoli Piceno, Luciano Agostini, Deputato, Luigino Quarchioni, Presidente Legambiente Marche, Paolo D’Erasmo, Sindaco di Ripatransone, Pietro Marcolini, Assessore Regionale a Cultura e Bilancio, Renzo De Santis, Presidente Consorzio Universitario Piceno, Stefano Greco, Manager eventi e Presidente del Consorzio Turistico Riviera delle Palme. L’iniziativa, promossa dal Consorzio di imprese culturali del Piceno, ha il patrocinio di: Regione Marche, Consorzio Universitario Piceno e Comune di Ascoli Piceno
Durante la giornata saranno presentati i progetti realizzati da imprese e cofinanziati da UE e Regione Marche: “Piceni TV” – “Marche d’Arte” (a cura di Art for Job) “Sci oh! Caricature and co”e “Progetto Zenone” .
INFO: segreteria organizzativa 0735/657562, 335/6076549, Email antonella.nonnis@progettozenone.it, web www.piceni.it
red
Gli studenti di Offida all’incontro con le star
Offida – La gioia di aver incontrato e parlato con due attori come Serena Autieri e Fabio Troiano brilla ancora negli occhi dei ragazzi della 4^ e 5^ elementare (scuola primaria) di Offida. Gli alunni delle due classi, infatti, accompagnati dalle insegnanti Valeria Valentini, Nella Cozzolino, Vittoria Peci, Mery Maurizi e la collaboratrice scolastica Caterina Traini, si sono recati al teatro “Il Sistina” di Roma per assistere alla commedia musicale di Garinei e Giovannini con musiche di Domenico Modugno, “Rinaldo in campo” per la regia di Massimo Romeo Piparo. Al termine dello spettacolo, i due protagonisti, Serena Autieri e Fabio Troiano, hanno accolto, nei loro camerini, i piccoli alunni offidani insieme ai loro genitori e maestre. E’ stato un momento di grande emozione per tutti e, soprattutto per i ragazzi che hanno raccontato come anch’essi, lo scorso anno in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, hanno allestito e presentato, con l’ausilio delle insegnanti Valentini e Cozzolino, lo spettacolo “Rinaldo in campo” al teatro “Serpente aureo” di Offida. “Si – hanno poi spiegato le maestre – perché in Offida esiste da 13 anni la compagnia teatrale ‘Giannino Stoppani’ composta da alunni del nostro Istituto comprensivo i cui obiettivi sono finalizzati ad una specifica formazione educativo-culturale delle future generazioni”. Dopo una piacevole conversazione, di cui si porterà a lungo il ricordo, i piccoli offidani hanno regalato ai due attori il CD del loro spettacolo. (Fonte: Corriere Adriatico)
Specialità culinarie offidane in mostra
Offida – Chiuso il 2011 con “baccalà, stoccafisso e magnapà”, si inizia il 2012 con “gallina vecchia fa buon brodo”. Stiamo parlando di iniziative culinarie ideate e realizzate dall’associazione ristoratori di Offida (Aro), molto apprezzate e onorate dai buongustai. L’Aro è appunto l’associazione che riunisce i dieci ristoranti di Offida, presieduta dallo chef del ristorante-osteria Ophis, Daniele Citeroni. E’ partita nel dicembre del 2010 con il popolare slogan “A Ufid s’ spènn puoc e s’ magna bè” (Ad Offida si spende poco e si mangia bene) ed è stato subito successo. “L’intento – dice il presidente – è quello di lavorare all’unisono tra di noi, soprattutto, in occasione di particolari eventi, predisponendo menù e costi concordati. Con il nostro operato vogliamo promuovere nel modo migliore le specialità culinarie locali e nello stesso tempo andare incontro agli avventori facendo risparmiare sui prezzi, proponendo anche menù turistici”. Prossimo appuntamento venerdì 27 gennaio, alla Vinea, per la cena “gallina vecchia fa buon brodo”. (Fonte: Corriere Adriatico)
Carnevale di Offida – attimi di epopee
Manovre di disostruzione: lezione gratuita organizzata da CRI e Comune di Offida.
L’inalazione di un corpo estraneo in età pediatrica è un evento frequente e rappresenta un’emergenza, il cui rapido riconoscimento e trattamento può prevenire conseguenze gravi e a volte fatali per il bambino. La curiosità del bambino nella sua crescita, spesso lo porta ad avvicinare alla bocca piccoli oggetti, giocattoli o parti di essi, il cibo stesso a causa della conformazione immatura delle vie aeree, è fonte di soffocamento. In Italia purtroppo l’ostruzione delle vie aeree nel bambino, provoca ancora un decesso alla settimana, quindi parliamo di 50 bambini all’anno che muoiono perché nessuno sa come intervenire nei primissimi momenti. Sapresti cosa fare se al tuo bambino andasse di traverso una caramella o una nocciolina?
Se la risposta è no, oppure se pensi che prenderlo per i piedi o mettergli le dita in bocca sia la soluzione migliore, vieni a seguire e a provare durante la nostra lezione.
Più persone conoscono queste manovre di disostruzione e di rianimazione pediatrica, maggiore sarà l’opportunità di salvare una vita.
La CROCE ROSSA ITALIANA IN COLLABORAZIONE CON HAPPY FAMILY ONLUS, da 2 anni ha costruito un PROGETTO A LIVELLO NAZIONALE , che ha come unico scopo SCONFIGGERE IL NON SAPERE, insegnando alla popolazione, ai genitori, ai nonni, alle educatrici delle scuole materne, ai corsi pre-parto e a chiunque abbia a cuore la salute dei nostri piccoli amici, semplici manovre che possono e devono cambiare gli esiti delle statistiche relative ai decessi. La conoscenza e’ l’unico modo per abbattere la paura e infondere fiducia nelle persone, la conoscenza e’ SICUREZZA, la non conoscenza e’ INCERTEZZA E VUOTO ASSOLUTO.
La diffusione di queste semplici manovre (LINEE GUIDA INTERNAZIONALI ILCOR), avviene tramite Istruttori Nazionali di Croce Rossa, che per mezzo di lezioni interattive assolutamente GRATUITE, insegna a tutti come si salva un bambino con tecniche che si differenziano da 0 ad 1 anno e da 1 anno alla pubertà. Vengono inoltre insegnate le 10 regole per evitare la morte in culla (SIDS ) FONTE DI PREOCCUPAZIONE PER LE NEO-MAMME. La forza di questo progetto e’ la semplicità di questo corso, non occorre infatti essere medici o avere lauree particolari per imparare le manovre, servono esclusivamente le mani e la pratica che facciamo fare sugli appositi manichini.
Questo corso gratuito e’ rivolto a genitori, nonni, zii, insegnanti, sanitari, volontari di qualsiasi centro o circolo. Lo scopo e’ quello di creare dei MOLTIPLICATORI per diffondere a tutti le manovre di disostruzione. Il Comune di OFFIDA e la Croce Rossa Italiana – Comitato Locale di Ascoli Piceno , organizzano una LEZIONE GRATUITA sabato 14 gennaio 2012, presso i locali dell’Enoteca Regionale di OFFIDA in via Garibaldi 76, con inizio alle ore 16,30. Per intrattenere i vostri bambini ci saranno i giovani della Croce Rossa. Per maggiori informazioni contattare Gino Fioravanti 328 6172738 o scrivere a disostruzione.pediatrica@alice.it
red
Omaggio alla Città di Offida
La Serbia si aggiudica il trofeo “Città di Offida”
Offida – Trionfa la Serbia nella quinta edizione del Piceno International volley cup – Trofeo “Città di Offida”. Nella finalissima, che si è svolta al palazzetto dello sport di Offida davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, la formazione del Belgrado volleyball (under 14 femminile) ha battuto il Libertas Venezia scrivendo il suo nome nell’albo d’oro della manifestazione.
Per l’under 14 maschile, invece, si è imposta la Samb volley sulla Lube Macerata al termine di una finale molto accesa.
Nell’under 18 femminile il Lanciano ha battuto l’Urbino, mentre nell’under 16 femminile il successo è andato al Vicenza a spese della squadra di Macerata.
Dunque, ancora una edizione alla grande targata 2011, non solo per l’aspetto sportivo, ma anche per l’aspetto organizzativo dove la Ciù Ciù Offida volley del presidente Giovanni Stracci è stata impeccabile sotto tutti i punti di vista.
Una tre giorni di grande volley giovanile che ha coinvolto 850 atleti, 15 palasport, 12 Comuni, e ha visto la disputa di ben 150 gare, una grande kermesse di volley che ha dato un notevole lustro a Offida e a tutto il Piceno con gli alberghi presi d’ assalto dagli atleti e dai numerosi accompagnatori, a dimostrazione di come il fenomeno del turismo sportivo sia di grande impatto nel nostro territorio.
“Un ringraziamento notevole – ha tenuto a dire il presidente Giovanni Stracci – va all’amministrazione comunale di Offida che ha sostenuto al massimo tutta la manifestazione, dimostrando grande sensibilità nei confronti del Piceno International volley cup e ai tanti altri sindaci del territorio per la grande collaborazione messa in campo”.
“Una manifestazione sportiva, questa – ha rimarcato il sindaco Valerio Lucciarini – di grande valore che ogni anno consolida e amplifica il suo successo. Un riconoscimento che l’evento ha ormai a livello europeo, grazie anche all’entusiasmo e ad un pizzico di ambizione che non guasta, che il padre fondatore della manifestazione, Giovanni Stracci, ha saputo infondervi”.
E dopo questo straordinario successo gli organizzatori stanno già pensando all’edizione del 2012. (Fonte: Corriere Adriatico)
Mostra di artisti offidani per celebrare l’Italia
Offida – “Centocinquantesimo anniversario Unità d’Italia” è il titolo della collettiva di artisti offidani che è stata allestita nelle sale del civico museo e che sarà visitabile fino al 10 gennaio prossimo. Una mostra di artisti contemporanei incentrata sui tanti avvenimenti che hanno portato l’Italia ad essere quella che è oggi. Ogni opera ha un suo profondo significato e il visitatore non può che rimanerne colpito. “Un popolo che abbandona la cultura, che perde, che dimentica la propria storia, non ha futuro”, è questo il concetto ben rappresentato in un dipinto di Raffaella Impedovo (tre teste tricolori che non guardano da nessuna parte). C’è poi l’artista Davide Calvaresi che si esprime attraverso un’opera sonora intitolata “l’inno” (l’Inno di Mameli riprodotto al contrario) con il quale invita a ricominciare dalla storia.
Segue l’opera del promotore e coordinatore della collettiva, l’artista Franco Cardarelli, “Un pagliaccio” (non vogliamo che più ritorni) circondato da una poesia di Antonio Mestichelli. Gli anni del boom economico vengono ricordati da Quintilio Pierantozzi attraverso disegni della Fiat 500 e della mitica Vespa Piaggio. Di particolare interesse sono i dipinti dell’artista Luciano Nespeca con “Tecnologia italiana” e, soprattutto, con “I come Italia” per rispondere a certe “velleità secessioniste” e rimarcare come “l’Italia è unica e indivisibile”.
Ci sono poi le opere di Martina Di Paolo, giovanissima studentessa dell’accademia di belle arti; le foto di Saturnino Chiappini; il fotoracconto di un reportage di Francesco Cardarelli; un significativo quadro di Annalisa Piergallini; un “ritratto” particolare dell’architetto Fabio Marcelli. Curiosa, infine, la bandiera italiana composta con ortaggi di Valeria Talamonti. E’ l’Italia, insomma, vista dai nostri bravi artisti. (Fonte: Corriere Adriatico)
Auguri!
Farfalla d’Oro: minicantanti ai nastri di partenza
Completata la fase preliminare, l’Associazione “Farfalla d’Oro” ha definito l’abbinamento delle canzoni e degli interpreti che parteciperanno alla serata finale del 5 gennaio 2012, in cui verrà assegnata la “Farfalla d’Oro 2012”. La rassegna canora per bambini fino agli 11 anni, ha raggiunto il traguardo ragguardevole delle 21 edizioni e si svolgerà nella splendida cornice del Teatro Serpente Aureo di Offida. I piccoli cantanti e le canzoni che proporranno sono: Giulia Fredianelli di Certaldo (FI), anni 10, “Messer Galileo”, Priscilla Pertici di Certaldo (FI), anni 10, “Un sogno nel cielo”, Matilda Valmori di Forlì, anni 6, “Bravissima”, Francesca Tofani, di Pagliare del Tronto (AP), anni 7, “La doccia col cappotto”, Viola Pellei di Offida (AP), anni 7, “La lumaca Elisabetta”, Giorgia Montevecchi di Faenza, anni 9, “Castelli di sabbia”, Chiara Vagnarelli di Castignano (AP), anni 9, “Buona notte mezzo mondo”, Spinozzi Valentina di Monsampolo (AP), anni 7, “La mia ombra”, Straccia Sara di Ripatransone (AP), anni 9, “Sette”, De Bonis Luca di Offida (AP), anni 7, “Un topolino, un gatto”. Come consuetudine i bambini saranno accompagnati dall’orchestra della “Farfalla d’Oro”, il tutto rigorosamente dal vivo. Presenterà la serata Luca Sestili. Il premio “Farfalla d’Autore 2012” sarà consegnato al noto giornalista sportivo Sky, Maurizio Compagnoni. Gli scopi della manifestazione però non si fermano qui. La “Farfalla d’Oro” è anche solidarietà e beneficenza; è con questo spirito che l’organizzazione intende ogni anno contribuire e collaborare con associazioni che perseguono intenti umanitari, che si occupano di problematiche legate all’infanzia o che sviluppano progetti per miglioramenti sostenibili di lungo periodo a beneficio dei bambini, come la UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, che sta lavorando alla realizzazione di un centro polispecialistico contro le distrofie muscolari e le altre malattie neuromuscolari presso l’Ospedale Niguarda di Milano. Appuntamento quindi al 5 gennaio 2010, nel Teatro Serpente Aureo, con inizio alle ore 21,30 per una serata da non perdere.
(Alberto Premici)
Il Coni assegna a Spurio l’ambita stella di bronzo
Offida – Gioisce lo sport offidano che vede uno dei suoi più attivi operatori premiato con cinque riconoscimenti dai comitati sportivi nazionali e regionali. A gioire, e meritatamente, è il professor Gabriele Spurio, colonna portante di varie discipline. Durante la cerimonia al teatro di Monterubbiano, Spurio ha ricevuto la stella di bronzo al merito sportivo del Coni nazionale, più due diplomi di benemerenza del comitato regionale marchigiano Figc 1984-‘85 e 1994-’95, un diploma di benemerenza e una medaglia d’oro da parte della Lega nazionale dilettanti Figc anno 2002.
In un teatro gremito, con personalità di rilievo nel campo sportivo quali i presidenti del Coni Sturani (regionale) e Sabatucci (provinciale), Spurio, accompagnato dal vice presidente della società polisportiva Offida Lucidi, ha avuto elogi e complimenti dalle autorità presenti per la “preziosa, instancabile e lunga operosità sportiva”. La soddisfazione è ancora più grande poichè nel 2011, a livello nazionale, sono state assegnate solo due stelle di bronzo.
Spurio entra nel consiglio direttivo della Polisportiva Offida nel 1968 e nel 1977 ne diventa segretario. Carica che ancora ricopre. E’ presidente dell’Offida basket dal 1983 al 1988. Consigliere provinciale Fip dal 1986 al 1992. Dal 2005 torna ad essere presidente dell’Offida basket portando la squadra femminile in serie B. E’ stato segretario della Fitav Offida dal 1981 al 1983. Attualmente è anche segretario del settore atletica. (Fonte: Corriere Adriatico)
