Offida – enogastronomia

Il pollo alla ‘Ncip ‘nciap

E’ un piatto tipico di Offida. L’insolito nome dato dagli offidani a questa ricetta è per ricordare il suono ripetuto del coltello che taglia a pezzi il pollo. Alla stessa maniera si può cuocere il coniglio o la faraona.

Ingredienti (per 6 persone)
1,2 kg. di pollo lavato, nettato e tagliato a pezzi
4 spicchi di aglio
2 piccoli pomodori freschi tagliati a pezzetti
1 rametto di rosmarino
qualche fogliolina di salvia
1 bicchiere di vino bianco secco
sale
pepe

Preparazione
Cuocere i pezzi di polio in una casseruola insieme a un po’ d’olio per circa 30 40 minuti. Versare poi il vino bianco e lasciar evaporare. Quindi insaporire con il rosmarino, la salvia e gli spicchi dell’aglio con la buccia. Salare, pepare e completare la cottura. Prima di spegnere il fuoco ammorbidire la carne con pezzetti di pomodoro fresco.

Li Taccù

E’ un piatto povero molto diffuso nei tempi passati. Si tratta di una sorta di tagliolini piuttosto grossi impastati senza uova, ma solo con acqua e farina che possono essere cucinati in vari modi: in brodo con un soffritto di cipolla e pancetta oppure asciutti e conditi con sugo di pomodoro.

I maccheroncini della trebbiatura

Maccheroncini all’uovo, conditi con sugo di pomodoro e rigaglie di pollo. Sono così chiamati perché costituivano il piatto tipico che i contadini preparavano in occasione della trebbiatura.

Coniglio in salsa

Spezzatino di coniglio molto saporito, con salsa di peperoni, alici, prezzemolo, capperi, olive e carciofini.

Funghetti

Specialità dolciaria offidana costituita da una sorta di tortino,generalmente di aspetto tondeggiante,che,alla superficie, presenta delle formazioni bianche,simili alle cappelle dei funghi,vuote nel loro interno.Sono immerse in una sostanza bruna,dolce,di consitenza dura.La composizione si basa su un’amalgama di farina, acqua, zucchero, albume d’uova e qualche seme di anice. Si preparano,poi,delle pallette, che, dopo essere state essiccate, vengono disposte su formelle metalliche, di varie foggie, e messe in un forno caldo. Sotto l’azione del calore l’albume coagula, lo zucchero che assume color caramello, si liquefà,diffondendosi nello spazio compreso tra le palline, che, in questo modo,si svuotano internamente. Ne risulta un prodotto da forno che, in funzione delle proprietà di conservabilità degli ingredienti alimentari, mantiene inalterati per lungo periodo di tempo le proprie caratteristiche di commestibilità. Ha assolto sia ad una funzione alimentare che a quella voluttuaria, specie in periodo di carestie, di guerre, di assedi e di viaggi. Per ammorbidirlo è sufficiente riscardarlo al forno od alla fiamma. Attualmente vengono commercializzati dolci a forma di fungo di consistenza morbida. Non si conoscono le cause dell’origine e l’epoca dell’inizio della produzione.

CHICHI’ RIPIENO

Chichi è una voce dialettale offidana che sta a significare: focaccia o schiacciata o cacciannanzi. Consiste in un pezzo di pasta del pane,tirata a forma bassa e sottile, schiacciandola, e facendogli assumere, contemporaneamente, un aspetto tondeggiante. Riempita con tonno,alici,capperi e peperoni tritati o con prosciutto cotto,funghi e mozzarella viene cotta in forno caldo. L’alta temperatura agisce sulla superficie trasformando una parte dell’amido in destrina che si caramella, assumendo un colore bruno, mentre l’altra si torrefà conferendo una certa durezza. Acquista così fragranza e consistenza croccante anche per scarso contenuto di mollica, non essendoci stata lievitazione. E’ una confezione ben appetibile che è prodotta e venduta quotidianamente nei forni e nei negozi. Ogni anno, nei mesi estivi, organizzata dalla Pro Loco, si celebra la sagra del CHICHI’ RIPIENO.

IL ROSSO PICENO – scheda tecnica

Regione: Marche
Zona di produzione: sulle colline nelle zone di Macerata, Ancona, Ascoli Piceno.
Tipi: Tranquillo da pasto.
Uve: Sangiovese in maggioranza, Montepulciano.
Gradazione alcolica: 11,5°.
Colore: Rosso rubino intenso.
Profumo: Intenso, persistente, vinoso, caratteristico.
Sapore: Asciutto, sapido, armonico.
Bicchiere: Per rosso tranquillo da pasto.
Età ottimale: 1-3 anni.
Temperatura di servizio: 18-20 °C.
Accostamenti: Primi piatti a base di carne, arrosti misti, funghi.

VITIGNI

Pecorino: vitigno Pecorino almeno l’85%. Possono concorrere fino ad un massimo del 15% le altre varietà a bacca bianca autorizzate o raccomandate dalla provincia di Ascoli Piceno.

Passerina: può essere vinificato tradizionalmente come pure nella tipologia Spumante, Passito e Vin Santo. Deriva da uve del vitigno omonimo per almeno l’85%. Possono concorrere fino ad un massimo del 15% tutte le varietà a bacca bianca autorizzate e raccomandate dalla provincia di Ascoli Piceno.

Aspetto
Giallo paglierino con riflessi dorati il Passerina, con riflessi verdognoli il Pecorino.
Profumo
Caratteristico, gradevole.
Gusto
Tipico, caratteristico.
Gradazione Alcolica
Minimo 11,5° C. il Passerina e lo Spumante.
12° C. il Pecorino.
15,5° C. il Vin Santo e il Passito.

L’Offida Pecorino è un vino giovane dalla gradevole vena acida, da gustare con frutti di mare e crostacei, come pure, dopo un anno di invecchiamento, con carni bianche e sapide minestre. Specialità a base di pesce e minestre con verdure si sposano con l’Offida Passerina, la cui versione spumantizzata si può abbinare con frutti di mare e olive tenere ascolane farcite e fritte. Il Passito è ottimo con formaggi stagionati e pasticceria secca.


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