Alberto Premici

 

Notizie personali

Nato in Offida (AP) dove risiede e svolge attività libero-professionale di geometra, presso uno studio tecnico associato di progettazione e consulenza tecnica di cui è titolare. Sposato, una figlia. Ha prestato servizio militare nel corpo degli Alpini presso la Caserma “Pizzolato” di Trento, 4° gruppo specialisti di artiglieria – topografi.

Alcune esperienze:

  • giornalista pubblicista – archivio vecchi articoli – altri miei articoli
  • saggi, recensioni e ricerche
  • iscritto all’albo dei Geometri della Provincia di Ascoli Piceno
  • iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici presso il Tribunale di Ascoli Piceno
  • iscritto al corso di laurea in Pianificazione del Territorio e dell’Ambiente – UNICAM
  • componente della Commissione Catasto del Collegio dei Geometri Provincia di Ascoli Piceno
  • collaborazioni e tirocinio presso studi di ingegneria ed agrimensura
  • attestato di arredatore conseguito nel 1975
  • attestato di grafico stilista conseguito nel 1983
  • collaborazioni con Istituti di Credito per stime e rilievi ipo-catastali
  • incarico di tecnico addetto al servizio gas-metano – Comune di Ascoli Piceno nel 1980
  • attestato di partecipazione al corso sulla sicurezza dei cantieri della Confcommercio
  • attestato di partecipazione al corso sulla microzonizzazione dell’Anci
  • attestato di partecipazione al corso sul contenimento dei consumi energetici Isover
  • fondatore e segretario del Circolo Cittadino di Offida
  • fondatore e segretario dell’Istituto Musicale Sieber di Offida
  • segretario ed addetto stampa del Corpo bandistico “Città di Offida”
  • fondatore e segretario del Centro Studi “Guglielmo Allevi” di Offida
  • ideatore e direttore responsabile del periodico “Ophys”
  • collaboratore con la testata on-line “Il Quotidiano”
  • segretario ed addetto stampa dell’Associazione “Farfalla d’Oro”
  • consigliere presso l’Assemblea Generale del CONSIND di Ascoli Piceno
  • fondatore e coordinatore dell’associazione politico-culturale “Il Circolo”
  • attestato di partecipazione allo stage di giornalismo presso l’AGE – Ag.Giornalistica Europea
  • componente commissione esami di stato n.87/2007 abilitazione alla professione di geometra
  • componente della Commissione Edilizia – Comune di Offida (AP)
  • componente della Commissione Edilizia – Comune di Ripatransone (AP)
  • componente supplente della Sottocommissione Elettorale Circondariale di Offida
  • direttore del mensile Piceno33
  • Regista del concerto Tributo a Morricone
  • Addetto stampa territorio della Fondazione LavoroPerLaPersona
  • Segretario dell’Immortale Congrega del Ciorpento :-)

Ha collaborato in pubblicazioni e monografie tra le quali:

  • “Il Tempio di S.Maria della Rocca”
  • “Beato Bernardo da Offida”
  • “Il Teatro Serpente Aureo di Offida”
  • “Aldo Sergiacomi – scultore”
  • “Offida sacra e profana”
  • “Storia della banda cittadina di Offida” (di prossima pubblicazione)
  • autore del volume “raccolta di citazioni ed aforismi

webmaster dei siti:

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10173685_10204258421114593_1626974318253768591_nMusicista dilettante con diverse esperienze in gruppi ed orchestre dagli anni ’70 – ’90 (amarcord 1amarcord 2). Hobby preferiti: ascoltare musica (jazz, fusion, swing), suonare basso elettrico e contrabbasso, (Marche Big Band), l’informatica, la cartografia, la fotografia e collezionare pipe. Particolare interesse per informazione, internet, geopolitica, storia, rugby, formula 1, antico Egitto. Predilige film di Totò e naturalmente buona tavola e buona compagnia.


AMARCORD DI UN’EMOZIONE

(da Ophys n.14 – agosto 2008)

di Alberto Massari

E’ quasi un ritrovamento archeologico quello che ha fornito lo spunto per raccontare questa storia. Qualche settimana fa un amico mi mette sotto il naso tre fogli appena usciti dalla stampante. Guarda un po’, li riconosci questi?- Non è possibile!… ma dove le hai trovate?! – chiedo mentre non riesco veramente a distogliere lo sguardo da quelle immagini. Sono tre foto in bianco e nero scattate durante un’edizione del “Timone d’Oro”, rassegna-concorso musicale per gruppi e cantanti che si svolgeva a San Benedetto del Tronto e che, a quei tempi, rappresentava a livello locale, quello che il festival di Sanremo era a livello nazionale.

Su quelle foto ci siamo noi, cioè Adriano, Alberto, Giuseppe ed il sottoscritto, ripresi in piena azione e mentre ritiriamo l’ambito primo premio: una targa con il “Timone d’Oro” 1974! Sarà un luogo comune, ma in situazioni così è veramente difficile difendersi dalla nostalgia e dall’emozione; me lo conferma la reazione di Alberto appena vede le foto: incredulità e stupore. Sono passati quasi 34 anni, che non sono pochi, ma che se vengono misurati a suon di tecnologia, sono veramente tanti. A testimoniare un’avventura come questa oggi ci sarebbero telefonini, fotocamere e videocamere digitali, registratori portatili e chissà che altro. Noi invece non sapevamo nemmeno dell’esistenza di quelle tre uniche foto e ci mettiamo subito a riaprire tutti i cassetti della memoria, almeno quelli che ancora scorrono.

Avevamo partecipato al “Timone d’Oro” anche nel 1973 con una formazione diversa e con nostre composizioni e non eravamo andati oltre un dignitoso piazzamento. Questa volta volevamo provare a vincere; quindi niente brani propri. Scegliemmo due brani di Emerson, Lake & Palmer, che per noi erano il meglio in assoluto. Il problema era la difficoltà nell’esecuzione e l’assoluta irreperibilità di spartiti musicali e testi. Quindi ore ed ore ad ascoltare i dischi, cercando di capire cosa e come suonare; poi via di corsa a provare e riprovare. Il compito più arduo però era quello di Adriano, voce solista del gruppo: doveva imparare a cantare come Greg Lake che, scusate se è poco, ha impresso la sua voce nel sound dei primi mitici King Crimson!

Non sapendo nessuno di noi alcunché di inglese, Adriano doveva anche inventasi delle parole che assomigliassero più o meno a quelle giuste e cantarle con assoluta convinzione. L’eccitazione dopo i primi tentativi è alle stelle: Adriano riuscì incredibilmente bene nell’impresa, noi facemmo la nostra parte ed il sound iniziò subito a prendere la forma giusta, avvicinandosi, scusate l’immodestia, all’irraggiungibile modello degli E.L.& P.. Impiegammo però oltre due mesi a perfezionare solo due brani! Penso che alla fine anche i gatti del quartiere ne conoscessero perfettamente tutte le sfumature.

Il “Timone d’Oro” si avvicinava e noi completammo i dettagli organizzativi: ci garantì il suo appoggio Pasquale Premici e noi ci sentimmo subito protetti ed al sicuro: non esiste manufatto umano che Pasquale non sia in grado di riparare, quindi tecnicamente eravamo invulnerabili. Il mitico Club, storica fucina di gruppi musicali locali, si riempiva durante le prove ogni sera di più e gli amici, che si entusiasmavano con noi, ci fornirono il necessario sostegno psicologico.

Ci siamo, prima serata! Tra gli strumenti che intravedemmo sul palco c’era anche un organo Hammond: costava e costa, un occhio e mezzo della testa ed era l’unica cosa che ci mancava per rendere perfetto il sound del gruppo. Se lo potevamo usare era fatta! – Non lo potete usare, è riservato al gruppo spalla – ci rispose un organizzatore. Precipitammo dall’esaltazione alla disperazione: il gruppo spalla (quello che suona tra un concorrente ed un altro), non si capisce bene perché, doveva avere la strumentazione migliore. – Potete portarvi le chitarre, ma per batteria ed organo utilizzate quelli.. – e ci indica un mediocre organo Thomas! Arrivò in quel momento Pasquale che, guarda caso, possedeva anche lui un organo Hammond, ancora custodito in perfetto stato. Saputo del problema, non ci pensò su neppure un attimo: – …andiamo a prendere il mio, se non ci fanno usare il loro suoneremo con il nostro!! Disse ‘suoneremo’ perché eravamo veramente tutti per uno ed uno per tutti; era Offida che doveva vincere a San Benedetto, ad ogni costo!

Rincorremmo l’organizzatore, raggiungendolo su di un pianerottolo e gli dicemmo che potevamo portare il nostro Hammond e che saremmo stati eventualmente disposti a metterlo a disposizione anche degli altri concorrenti. -No! Non si può – fu la risposta secca del tizio. – E perché no? – replicò furibondo Pasquale con l’evidente intento di mettergli subito le mani addosso; riuscimmo a malapena a trattenerlo e ricordargli che non tutto era perduto e che non sarebbe bastato questo a fermarci. La serata fu una festa, una rimpatriata di musicisti. Ci conoscevamo quasi tutti e con molti avevamo suonato insieme in formazioni diverse. Suonammo discretamente, superammo la fase eliminatoria e, sinceramente, credo di poter dire anche a nome degli altri, provammo sensazioni mai più sentite.

Andammo alla seconda serata anche se non dovevamo suonare: non potevamo certamente rimanere ad Offida con le mani in mano, dovevamo ascoltare gli altri, insomma…studiare il “nemico”.

Terza ed ultima serata, la finale! Ci organizzammo in massa per raggiungere il Teatro Don Bosco e Pasquale, ancora una volta, fu decisivo: svuotò il suo furgone da tutte le attrezzature elettroidrauliche e caricò a bordo chiunque non aveva mezzi per venire con noi (siamo negli anni settanta…di patenti ed auto pochine…). Mezz’ora dopo, in Piazza Nardone, a pochi metri dalla Caserma dei Carabinieri, un furgone abilitato al trasporto di merci, sfornò 18 ragazzi che, ad uno ad uno, per non dare nell’occhio, raggiunsero il cineteatro: il Don Bosco era saldamente in mano offidana.

Le tre file centrali di poltrone, chiamiamole così, erano completamente occupate dai nostri amici e bastava che uno solo di noi metteva il naso fuori dalle quinte, per sistemare gli strumenti, che si scatenava il finimondo! Poi il momento: la tensione salì alle stelle, la concentrazione massima, le mani sudavano abbondantemente, le gambe tremavano. Sulle foto nessuno di noi sorride ma suonammo come non mai prima e mai più dopo. Il tifo dei fans offidani ci entusiasmava e coinvolse anche gli spettatori; dopo le ultime note il pubblico si scatenò, il cineteatro Don Bosco tremò per il fragore ed era lì lì per crollare…o almeno così ci sembrò.

Tutto il resto, si direbbe, è storia, documentata da una sola foto e dalla targa ancora esistente ed in mano nostra: il gruppo offidano “Scienza e Tecnica”, composto da Adriano Laudadio (voce solista), Alberto Premici (basso elettrico), Giuseppe Leggio (batteria) e Alberto Massari (tastiere), vinse l’edizione 1974 del “Timone d’Oro”, prima ed unica volta per un complesso offidano. Dovrei finire qui ma voglio dedicare questi ricordi a due amici che, per cause diverse, non possono rievocarli con noi: Rodolfo Di Fortunato, chitarrista dei “Senza Nome” e Nazzareno Agostini, nostro tecnico del suono in quegli anni non ancora dimenticati. Ciao ragazzi!.

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(dipinto olio su tela 28×28 – 2016 – Marina Premici)


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