Sanità, Narcisi contro “la proposta dei tre cantoni” 

di Mario Narcisi (*)

Il problema della Sanità pubblica nell’AVn.5 è veramente serio e preoccupante. Il quadro della situazione ci è stato offerto dalle dichiarazioni inconcludenti dei singoli nostri rappresentanti Territoriali, dai risultati dei “summit “ politici , dalla poco partecipata Conferenza dei Sindaci , tutti eventi che in questi ultimi giorni si sono accavallati  disordinatamente nella nostra Città.

Abbiamo appreso dalle anticipazioni del PD, riunito dalla Sez. Gregori  presso il Teatro all’aperto nella parrocchia Cristo Re a Porto d’Ascoli , e per bocca del consigliere regionale Fabio Urbinati,  che il nostro Territorio , avrà ”un Ospedale unico di piccole dimensioni ma altamente tecnologico”  e che i due Presidi ospedalieri di Ascoli e San Benedetto  non saranno chiusi per non lasciare  le due aree prive di servizi fondamentali . Questo è il risultato dello “Studio di dimensionamento dell’ospedale unico” redatto dalla Direzione dell’AV5 !

Sinceramente penso che, se cercassimo negli assetti organizzativi della Sanità mondiale, difficilmente troveremmo la giustificazione di “un Ospedale piccolo e altamente tecnologico” tra due Presidi a 36 Km l’uno dall’altro.

E’ la proposta più deleteria possibile che si possa fare  in Sanità, dove tutto, al contrario,  deve essere accorpato, concentrato per l’unico scopo di raggiungere il risultato ovvero la salvezza e la guarigione del paziente, nel più breve tempo possibile.

Non è ammissibile che la tecnologia sia lontana dai posti di cura. E’ una proposta ridicola !

Per non prendere una decisione , per non fare torto a nessuno, si lancia la PROPOSTA DEI TRE CANTONI. Importante è salvare la faccia e mantenere il consenso popolare. Cosa importa se il nostro malato , rispetto a tutti gli altri pazienti della Regione Marche deve essere “un malato a quattro ruote”?

L’ambulanza è principalmente un mezzo di trasporto per l’emergenza –urgenza sanitaria, non è un mezzo di cura e non sempre i pazienti sono nelle condizioni per poter essere trasportati. Non si può affidare alla Ambulanze il Sistema di cure sanitarie dei cittadini del Piceno con viaggi rocamboleschi e carichi di speranza.

E’ proprio di oggi la notizia del divieto e della impossibilità di ricoveri della nostra Nefrologia. Oggi per un ricovero in Nefrologia si viene mandati direttamente al ” Mazzoni” di Ascoli, mortificando la professionalità dei Medici nefrologi dell’Ospedale di S.Benedetto , mettendo a disagio la vita dei pazienti nefropatici e scoraggiando   i turisti dal venire a passare le vacanze sulla nostra Riviera delle Palme, ormai carente di servizi sanitari pubblici ospedalieri. La Struttura sanitaria locale è molto importante per chi deve scegliere il luogo dove passare le proprie vacanze!

Agli Albergatori della Riviera ricordo che già da tempo avrebbero dovuto insorgere contro questo malsano disegno che da qualche anno dava segnali inequivocabili. Vi ricordate quando, come la Nefrologia oggi,  chiusero la Cardiologia-Utic del “Madonna del Soccorso”, un Reparto tra i primi dieci più efficienti  d’Italia da una statistica dell’AGE.NA.S sulla mortalità per Infarto del miocardio a 30 giorni dal ricovero e sbatterono il suo Primario, Dott. Guglielmo De Curtis, al Poliambulatorio di Via Romagna a seguire gli “Scompensi cardiaci”?  Nessuno disse niente. Oggi spero che ve ne rendiate conto e interveniate contro il disegno in atto dell’Ospedale unico ad Ascoli.

E’ ora di dire basta e non è certo con “l’Ospedale Unico piccolo e tecnologico”, che è stato annunciato, che si possono risolvere questi grandissimi problemi che, nella fattispecie, coinvolge una “patologia cronica”come ”la nefropatia in dialisi” che necessita della vicinanza del luogo di cura e continuamente di un mezzo di trasporto.

Così sarà il futuro di questa parte del Sud delle Marche, se si seguirà il disegno del Piccolo Ospedale Unico e tecnologico.

Non si capisce bene quale funzione dovranno svolgere  gli Ospedali che restano. Certamente  se essi dovessero essere impiegati per sopperire alle Strutture mancanti  che devono garantire la gradualità delle cure nella Rete Omogenea Assistenziale di Marche Sud, l’Ospedale Unico, sebbene tecnologico, non può essere piccolo, poiché nella Sanità operativa, efficiente ed efficace, che deve dare una risposta adeguata e completa a tutti i bisogni di salute della popolazione, tutte le risorse devono essere concentrate in una unica Struttura per dare il massimo risultato, pieno, e non permettere il girovagare pericoloso in Ambulanza dei “tre cantoni ”.

Accade come nella Favola di Fedro “La Volpe e l’uva” ;  quando si vede che le proprie teorie sono perdenti, si inventano nuove strategie, per non scontentare nessuno.  Ora l’Ospedale Unico si fa in tre. Dov’è finito il concetto  che per risparmiare veramente bisogna concentrare le risorse ? Non è più vero? Non si doveva ridurre la frammentazione della Rete dei Presidi Ospedalieri per andare incontro alla “spending review nazionale”?  Non era l’obiettivo di creare un Ospedale con tutti gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi (media min. nazionale di 319 posti letto)  relativi all’assistenza ospedaliera che fece ottenere al dott. Ruta dal Ministero della Salute il finanziamento di 388 milioni di euro per il Progetto di Riordino della Rete Ospedaliera Regionale ?

Evidentemente l’AVn.5 ha proprio innata in sé la vocazione di Area Sperimentale : si passa dall’ Ospedale unico su due sedi all’Ospedale unico su tre sedi !!!

Caro Sindaco Piunti, pensiamo che sia giunta veramente l’ora di fare un sano campanilismo. Cosa avrebbe risposto alla Vice presidente regionale Anna Casini ,  che ha disertato la sua Conferenza dei Sindaci e di cui si è lamentato pubblicamente, se fosse venuta a dirle, per argomentare la proposta del PD di un Ospedale unico piccolo e tecnologico,  che delle 39.000 prestazioni del nostro P.S. nel 2016 solo 860 erano codici rossi ?

Personalmente le avrei chiesto i numeri dell’Ospedale di Ascoli e poi le avrei chiesto se conosceva la natura di quei codici rossi poiché esistono codici rossi che possono tenere impegnato un intero Ospedale per moltissime ore , anche intere giornate. Comunque sia , di fronte allo smantellamento in atto del nostro Ospedale ( difficilmente oggi lo si può definire tale ) sentirla ancora fare proclami di equa distribuzione dei servizi e di non cedere ai campanilismi è fuori luogo oltre che mancanza di rispetto, sensibilità, verso la propria comunità.

Se avessimo fatto campanilismo fin dall’inizio , fin dalla passata Amministrazione,  non ci saremmo trovati in queste condizioni. Si dà , e si è data, l’impressione di anteporre le proprie vicende personali agli interessi della propria Città.  Non basta assistere al fallimento della chiusura della Cardiologia-Utic ( tanto è vero che clamorosamente ora se ne progetta la riapertura), allo smantellamento di interi Reparti come ORL , Oculistica e Lab.Analisi , al declassamento della Radiologia, all’abbandono del Reparto di Ortopedia,     al diniego di ricoverare i pazienti di Nefrologia  e alla proposta di apertura dell’Hospice in Ospedale ?

I requisiti per uno Ospedale di primo livello San Benedetto del Tronto ne avrebbe tutti, checché se ne dica.  Potremo anche elencarli  senza alcun problema ma restiamo convinti che la soluzione più logica , più economica, più scientifica , più sicura , più forte , resta la costruzione in AV5 di un Nuovo Ospedale Unico  grande che accolga tutti e che concentri in esso tutte le potenzialità per garantire a tutti una soluzione completa dei propri bisogni. Certamente aspettiamo che una Commissione tecnica si pronunci sull’ Ospedale Unico del Piceno e chiediamo ufficialmente di farne parte. Nel frattempo auspichiamo che a San Benedetto si formi un Comitato per l’Ospedale con tutte le rappresentanze politiche e sociali , alla pari, aperto a tutti, poiché in Sanità non esistono più verità . Essa è una sola !.

E all’ On. Luciano Agostini, a cui riconosciamo la primogenitura dell’idea dell’Ospedale Unico fin dal 2003, voglio ricordare che in quel tempo all’Ospedale di Ascoli , con l’ing. Maresca , c’era il semaforo verde con un disavanzo di bilancio di svariati milioni di euro mentre all’Ospedale di  San Benedetto si chiudeva il bilancio alla pari , o giù di lì,  e veniva l’Auto- spurgo ad aspirare le acque scure che invadevano la Sala di attesa del Pronto Soccorso e i corridoi del piano terra.  Ricordo anche che il dott. Marabini , successivamente, ci proiettava le immagini dell’Ospedale di Ascoli con un obelisco al centro della rotatoria sulla Salaria. –  “Secondo lei quale doveva essere l’Ospedale Unico ? “

(*) Ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T. e Consigliere Regionale AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani e Medici dell’Emergenza Accettazione)