Sanità: l’intervento del Dott.Narcisi sui laboratori analisi del piceno

LA  SENTITE  L’ARIA … ?

di Dott. Mario Narcisi (*)

Vorrei partire dal commento del Sindaco Castelli che, a proposito della ventilata decisione di trasferire il laboratorio di analisi cliniche dell’Ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno nel nord delle Marche, esclama: “Il trasferimento del laboratorio analisi e le provette che viaggiano in autostrada, sono una assurdità”.

Al caro Castelli viene spontaneo ribattere …”e quelle che viaggiano sulla Salaria tra San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno?”

Quando San Benedetto denunciava lo smantellamento del proprio Ospedale e della sanità pubblica, tutti tacevano. “Il Madonna del Soccorso”  aveva, con il Dott. Lai, un laboratorio analisi di così alta tecnologia, che poteva fare gli esami per tutta la Provincia. Non è servito a niente!

Ora finalmente ci si rende conto del declino del sistema sanitario piceno e questo accade quando entrambi gli Ospedali vengono ridimensionati. Ora Ascoli grida! E San Benedetto cosa dovrebbe dire,  visto lo smantellamento subito e quello in corso d’opera?. Finché non si subisce direttamente un torto difficilmente si è propensi ad ascoltare le lagnanze di chi ha subito lo stesso danno.

Bisogna di necessità fare virtù e smettere di architettare una organizzazione sanitaria che esclude l’altro. E’ necessario, invece, incominciare a pensare al bene comune del territorio piceno e della sua comunità. L’idea di un Ospedale Unico Nuovo per l’Area vasta 5 è l’idea più giusta sotto ogni punto di vista e il concetto della funzionalità ospedaliera deve prevalere sul criterio dell’equidistanza della sua ubicazione tra i due maggiori centri, come sostiene il Governatore Ceriscioli per lavarsene le mani.

Dobbiamo ribaltare questo atteggiamento saccente della Regione nei confronti di questo Territorio e far sentire la voce del sud delle Marche per una sanità pubblica autosufficiente e funzionale.

L’AV 5 è la sola Area Vasta sperimentale, con “due mezzi ospedali” non autosufficienti delle Marche.

Con questi esperimenti la Sanità pubblica dell’AV5 è naufragata a tutto vantaggio della sanità privata. E’ noto a tutti che proprio nella nostra Provincia ci sia la quota più alta di centri privati. Non vogliamo avere una sanità pubblica come quella di Pesaro che ha il più alto tasso di mobilità passiva delle Marche. Addirittura i pesaresi hanno Società private dentro gli ospedali pubblici, in quei piccoli ospedali, come i nostri, che invece la Regione ci comandò di chiudere.

I cittadini della Prov. di Pesaro giustificarono questa loro scelta con la prospettiva della riduzione delle loro liste di attesa ma, all’atto pratico, se fosse stato vero, ad una riduzione della lista di attesa avrebbe dovuto corrispondere una minore mobilità passiva.

Come mai questo non è avvenuto?  Fatevelo dire a Ceriscioli !


(*) Ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T e Rappresentante territoriale dell’AAROI-EMAC (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani e Medici dell’Emergenza Accettazione)