Teramano senz’acqua. Contaminazione?

di Alberto Premici

L’Arta (Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale della Regione Abruzzo), a seguito dei prelievi effettuati al Traforo del Gran Sasso, ha giudicato l’acqua in uscita non conforme vietandone l’uso potabile. Al momento non si conoscono i motivi della presunta contaminazione. Questi i comuni interessati dal divieto: Ancarano; Basciano; Bellante; Campli; Canzano; Castellalto; Castelli; Civitella del Tronto; Colledara; Colonnella; Controguerra; Corropoli; Giulianova; Martinsicuro; Montorio al Vomano; Morro d’oro; Mosciano Nereto, Notaresco, Penna s’Andrea, Roseto, Sant’Omero; Sant’Egidio alla Vibrata; Teramo; Torano nuovo, Torricella sicura, Tortoreto, Tossiccia, Valle Castellana, Pineto.

Conferma il problema anche l’Asl di Teramo: «Le analisi eseguite dall’Arta su campioni prelevati dalla Asl di Teramo in data 8 maggio 2017 hanno rilevato una non conformità dell’acqua per odore e sapore non accettabile».

Dura replica del WWF che denuncia il problema dal 2002: “Sono in corso approfondimenti e sono state disposte ulteriori indagini con il coinvolgimento anche dell’università di Padova. Si avranno notizie più approfondite solo nei prossimi giorni. Intanto il disagio resta. Devono spiegarci cosa è successo, ma bisogna anche imporre un cambio radicale della gestione di una risorsa così importante e assurdamente non adeguatamente gestita”.

Qualcuno ipotizza uno nuovo sversamento di prodotti tossici dai laboratori del Gran Sasso a seguito dei lavori di manutenzione della Galleria del Traforo effettuati il 3 e 4 maggio da autostrada dei Parchi. Nel dicembre 2016 una precedente emergenza per un caso analogo; in una nota, l’Infn intervenne riguardo al provvedimento di dichiarazione dello stato di emergenza idrica nel territorio teramano da parte della Regione Abruzzo: “a seguito alla segnalazione della Ausl Teramo della presenza di tracce di diclorometano nella rete idrica sotterranea del Gran Sasso, i Laboratori nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) hanno verificato l’utilizzo del solvente, impiegato in quei giorni per operazioni di pulizia dalla colla di alcune componenti dei rivelatori e lo hanno immediatamente sospeso, provvedendo a monitorare le acque, con numerosi prelevamenti di campioni, non riscontrando più, sin dai giorni immediatamente successivi alla segnalazione, tracce del solvente”.

10/05/2017 – AGGIORNAMENTO: in merito al problema della potabilità dell’acqua nel teramano la Prefettura comunica che: “Nel corso della riunione della Prefettura, presieduta dal Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dal Prefetto di Teramo, l’ARTA ha comunicato i risultati dei sei campioni d’acqua prelevati, riferendo che “…in base alle analisi effettuate i campioni in esame sono conformi alla normativa vigente”. In ragione di tale comunicazione, l’ASL ha informato che “…si revoca la disposizione e l’acqua può essere destinata ad uso potabile. Continuerà il monitoraggio con esecuzione dei prelievi in rete ed alle opere di captazione…”.


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