Sisma, protesta di sindaci sulla ricostruzione. Continuano le scosse.

di Alberto Premici

“La ricostruzione non c’è e, se le premesse continueranno a essere queste, non ci sono neanche i presupposti perché ci sia in futuro”. Lo scrivono 13 sindaci di comuni del cratere maceratese al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, dopo un incontro a Camerino. Hanno aderito, tra l’altro, i sindaci di Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Bolognola, Camporotondo e Caldarola. “Il territorio sta morendo e speriamo in un incontro – spiega il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci – o almeno in un resoconto ufficiale sulle vicende del terremoto, perché non ci sono le condizioni per ricostruire. Siamo preoccupati, così non va. Il territorio sta morendo: non siamo più disposti ad accettare contentini o mediazioni”. 

La protesta segue quella avvenuta nei primi giorni di aprile, che ha visto mobilitati i cittadini del piceno residenti nei comuni colpiti duramente dal sisma, Acquasanta Terme, Arquata, Castelluccio, ecc. che, dopo il blocco della SS.Salaria sono giunti sino a Roma sotto Palazzo Montecitorio. Proteste pacifiche ma energiche per una situazione che ancora non vede una seria pianificazione e coordinamento, per una rapida soluzione.

“La situazione del centro Italia si aggrava ogni giorno. A quasi otto mesi dal primo sisma, quello che rimane dei nostri paesi sono solo le macerie”. Questa la sintesi della nota comunicata dai manifestanti.

Alle 23.09 di oggi intanto una scossa di terremoto di grado 3,5 della scala Richter, ha colpito Visso (MC). Sempre secondo l’Ingv, altre due scosse, 4 e 4,1 grado, hanno poi colpito tra le 23:16 e le 23:19. L’ipocentro (il punto nella crosta terrestre in cui si verificata materialmente la frattura) è stato individuato tra 8 e 9 km di profondità. L’area è la stessa interessata dalle violentissime scosse del 24 agosto e quelle tra il 26 e il 30 ottobre 2016.