di Alberto Premici

OFFIDA – La tradizione musicale offidana è molto antica. La città vanta tutt’oggi un singolare quanto lusinghiero record, nel rapporto tra abitanti e musicisti, rispetto alla media di comuni simili. Presenze di artisti importanti, hanno dato lustro alla storia cittadina, segnando il solco di una tradizione, di cui non si è persa traccia.

Alcuni sono degnamente ricordati nella toponomastica offidana: Giuseppe Sieber, compositore e violinista boemo, morto in Offida il 18 maggio 1801, Baldassarre Centroni, virtuoso di oboe e corno inglese, nato nel 1784, (musicista di origine offidana, come affermato da Alfredo Bernardini in “Il flauto dolce”), Filippo Mercolini, Giovacchino Micheli, professore di violino al Conservatorio Nazionale di S. Cecilia di Roma, Maria Adelaide Micheli, 1° violino dell’orchestra RAI, Giovanni Vitali, ed altri ancora.

Il periodo delle due guerre mondiali ha costretto molti musicisti offidani a lasciare la propria terra ed alcuni, purtroppo, per alterne vicende, non vi ha fatto più ritorno; tuttavia l’immediato dopoguerra ha visto rifiorire lentamente l’attività musicale locale. Ciò ha costituito uno degli elementi più distintivi della cultura giovanile e per certi versi unificatori di una società ancora profondamente divisa.

Nascono infatti, in quel periodo, piccole orchestre, già influenzate dalla musica nordamericana e successivamente latinoamericana, impegnate in generi e ritmi nuovi, fuori dagli schemi consueti. Si affacciano sulla scena i primi strumenti elettrici amplificati, che allietano le molte feste danzanti organizzate sia in città che in periferia.

Ma sono gli anni del beat che spingono molti ragazzi di allora a fondare gruppi musicali, i complessi come venivano chiamati al tempo, dedicando tutto il tempo, anche quello dello studio scolastico, ad imparare le tecniche di strumenti via via sempre più sofisticati. Chitarra e basso elettrico, pianola (tastiera), fisarmonica, batteria, clarinetto, erano la base dei primi organici, ai quali si aggiunsero la tromba, il sassofono, le percussioni, ecc.ecc.

Questa sorta di fucina sessantottina di musicisti è stata sicuramente il big bang che ha generato il patrimonio delle sette note, di cui Offida può vantarsi. Attualmente, grazie a diverse iniziative ed istituzioni, quali il Corpo bandistico “Città di Offida” sin dagli anni ’70 e l’Istituto Musicale “Giuseppe Sieber”, si possono seguire corsi musicali di diverso genere per la quasi totalità di strumenti.

Ma di straordinaria e fondamentale importanza è l’iniziativa spontanea di molti, giovani e meno giovani, impegnati in gruppi ed orchestre, che spaziano tra i generi più disparati, non ultimo il jazz, che sta catturando sempre più l’interesse di alcuni talentuosi ragazzi offidani.

Questa diffusa sensibilità alla cultura e pratica musicale, ha spinto l’Amministrazione Comunale ad analizzare ed approfondire il fenomeno, avviando, nella prima fase, un censimento dei musicisti offidani.

Una comunicazione in tal senso è già arrivata alle famiglie offidane al fine di segnalare, nel loro ambito, la presenza di musicisti professionisti o amatoriali. (allegato 1 e 2). Le schede compilate possono essere riconsegnate entro il 28 aprile 2017 all’Ufficio Cultura del Comune di Offida (Via Roma,15 – tel. 0736 888706), all’indirizzo di posta elettronica cultura@comune.offida.ap.it, a mezzo fax al n. 0736 889648 oppure per posta ordinaria a: Comune di Offida, Corso Serpente Aureo, 66 – 63073 Offida (AP).

MODULO (all.1) LETTERA (all.2)


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OFFIDA – Tra le principali mansioni dei comuni, come noto, vi sono quelle relative alla gestione di servizi e attività legate al territorio, quali rifiuti, pianificazione urbanistica, protezione civile e cura del verde.

Tali funzioni incidono non poco sui bilanci comunali. Una recente indagine, riferita all’anno 2014, ha stilato una classifica a livello nazionale sulla spesa pro capite che ogni amministrazione sostiene per territorio ed ambiente. Tra le città più importanti, ai vertici della lista, c’è Venezia con 449€, seguita da Napoli (419), Padova (405) e Milano (379).

Nella Regione Marche al primo posto c’è il comune di Barchi (PU) con ben 1455€ pro capite, seguito da Ussita (MC) con 1356€, Monte Cavallo (MC) 1248€ e Serravalle di Chienti 1203€.

Tra i comuni più importanti del piceno, Ascoli è al 72° posto (236€), San Benedetto del Tronto al 61° (249€) e Grottammare al 66° (246€), tutte precedute da Offida, che si colloca al 59° posto, tra i 232 comuni marchigiani, e al 2834° tra i comuni italiani, con una spesa pro-capite, sempre riferita all’anno 2014, pari a 255€.

Alberto Premici


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