Continua lo sciame sismico nel centro Italia

Sembra inarrestabile lo sciame sismico tra Umbria e Marche, che si protrae dal 24 agosto 2016. La magnitudo delle scosse, per la gran parte, non supera il livello 2, ma a volte si registrano terremoti di intensità superiore, come quello delle 16,35 di oggi (3,6), con epicentro Visso e profondità 10 km. Alle 17.02 altro sisma di magnitudo 3.1 nella zona di Fiastra. Nella mattinata si sono avute ripetute scosse nel maceratese con epicentro Fiastra e Fiordimonte. Non si segnalano danni.

ore 19.25 : terremoto di magnitudo ML 3.6 del 11-04-2017 ore 19:04:56 (Italia) in zona: 3 km SE Fiordimonte (MC), avvertito anche in Offida.

(ap)

 

Lupi ad Offida, la replica della Lega Abolizione Caccia

Per completezza d’informazione e a garanzia del contraddittorio, riceviamo e pubblichiamo. (Red.Ophis)


Lettera aperta
Spettabili Redazioni,

a seguito della pubblicazione dei Vostri articoli del 28 marzo sulla presenza di quattro esemplari di lupo nelle campagne offidane, corre per noi l’obbligo di inviare alcune precisazioni, a tutela di questa specie super protetta salita alla ribalta delle cronache per il solo fatto di esistere.

In tutta Italia infatti, da tre mesi, assistiamo ad una escalation di articoli, a nostro avviso privi di senso, su avvistamenti, accerchiamenti e persino aggressioni da parte di lupi aventi – stranamente- per protagonisti sempre e solo persone appartenenti al mondo venatorio e agricolo. Si tratta di notizie per la maggior parte totalmente inverosimili, tanto che la LAC in alcuni casi ha richiesto l’intervento della Procura, e autoalimentate dal fertile terreno della sottocultura generata da un paradossale Ministro che vuole riaprire la caccia ad una specie a rischio estinzione.

Parallelamente alla diffusione di tali articoli, che di scientifico e rilevante hanno ben poco e il cui unico risultato è quello di creare ingiustificato allarmismo e panico tra le persone ignoranti, si è assistito ad un aumento esponenziale dei casi di bracconaggio a danni dei lupi (quattro accertati nelle Marche in meno di un mese).

La presenza dei lupi in quella zona di Offida è nota da oltre un anno, per cui sorge una prima riflessione sulla tempistica dell’articolo: proprio due giorni prima della prevista discussione a Roma del Piano Lupo, ormai rinviato quattro volte grazie alla mobilitazione senza precedenti di tutte le associazioni e di centinaia di migliaia di cittadini, indignati per una scelta così scriteriata da parte di chi i lupi li dovrebbe tutelare.

Molte altre riflessioni sono doverose sulla notizia, già a partire dalla fonte: “dei cacciatori che stavano facendo una battuta di caccia” (notare bene, a metà marzo), i quali, da esperti faunisti e sedicenti tutori degli equilibri ambientali, si sono pavidamente dichiarati “a debita distanza” dai quattro esemplari (ammesso che non si sia trattato di cani). Ma il lupo non attacca mai l’uomo, che teme fortemente, e preferisce sempre scappare in sua presenza. A differenza di quanto vogliano farci improvvisamente credere i mezzi di informazione, non esistono evidenze storiche di aggressioni all’uomo da parte dei lupi, se non di una nel 1825.

Notiamo che, se lo scopo dell’articolo fosse stato informativo ai fini della gestione del conflitto con gli allevatori, si sarebbe dovuto dare ampio spazio a spiegare che la convivenza è possibile adottando le opportune strategie di prevenzione, come avviene in quelle zone dove questo animale è presente da sempre: le buone pratiche previste dalla legge sono la presenza di un pastore al seguito del gregge, l’utilizzo di cani da guardia pastori abruzzesi adeguatamente addestrati e la chiusura notturna del gregge in recinzioni elettrificate. Essendo in regola su questo, gli allevatori vengono risarciti dalle regioni in caso di predazioni ad animali domestici accertate da parte dei lupi.

Certamente si tratta di opere che richiedono un investimento, per evitare il quale il Ministro, assecondando le pressioni di Coldiretti, ha tentato, per ora invano, di legalizzare il metodo più “economico e amato” dagli allevatori: le uccisioni.

Ma fortunatamente è ormai inaccettabile e rifiutata dalla sensibilità collettiva l’idea di risolvere tutti i nostri problemi logistici ed economici ricorrendo alle uccisioni e alla devastazione dell’ambiente. Siamo noi ad aver invaso e distrutto con le nostre attività gli habitat di tutte le specie selvatiche, e non si può certo pretendere che un lupo, che normalmente si ciba di altro, si trovi di fronte un gregge delimitato da una rete inconsistente e capisca che quegli animali sono del pastore. Pur con la loro l’intelligenza, certamente superiore alla nostra, gli animali sicuramente ignorano la categoria della compra vendita usata da noi e la loro azione di sopravvivenza non si può certo paragonare a quella di un ladro. Spetta al proprietario tutelare i propri animali, come ogni altra proprietà, e se in caso di danno i rimborsi subiscono notevoli ritardi, come pare avvenga, gli allevatori se la prendano con i politici, non certo con gli animali selvatici.

E’ importantissimo inoltre ricordare che la maggior parte delle predazioni attribuite ai lupi sono in realtà opera di cani vaganti e inselvatichiti (sui quali pure il Ministro ha pensato contro ogni logica di proporre gli abbattimenti anziché il potenziamento della vigilanza sul rispetto della Legge 281/91), spesso proprio derivanti dai cani dei pastori, e, in questa particolare zona di Offida, molto spesso fuggiti dal locale canile.

In conclusione un articolo scrive che “IL PROBLEMA” lupo è stato già segnalato negli anni passati in comuni limitrofi. Quindi se il lupo, con retaggio medioevale, è definito un problema, sarebbe utile farci sapere, sulla base di dati scientifici, per chi? I lupi sono stati, e continuano purtroppo ad essere come dimostrano i vostri articoli, gli animali più calunniati e più perseguitati della storia, ridotti sull’orlo dell’estinzione dalla caccia, e che ora, finalmente, sono tornati, grazie a 46 anni di progetti di tutela che ne hanno consentito un minimo ripopolamento, definito dai più importanti zoologi e studiosi di fauna selvatica “un piccolo miracolo”.

http://www.rsvn.it/rsvn/2017/03/26/in-slider/il-ritorno-del-lupo-e-positivo-per-lambiente/

L’importanza ecologica del lupo, volutamente ignorata per convenienza proprio dalle due categorie che più lo avversano, agricoltori e cacciatori, è fondamentale: il lupo è l’unico predatore naturale del cinghiale, nei confronti del quale una vera e propria guerra vede impegnate squadre di cacciatori tutto l’anno. Non sarebbe più facile lasciare che sia il lupo a regolare le popolazioni dei cinghiali, visto che la gestione trentennale da parte dei cacciatori ne ha causato l’aumento anziché la diminuzione? Da un recente studio sulle abitudini alimentari del lupo condotto in Toscana risulta che esso preda soprattutto giovani cinghiali, riuscendo così a limitare le popolazioni di ungulati, a differenza dei cacciatori che uccidono maschi adulti provocando un cambiamento della strategia riproduttiva del branco, con aumento della prolificità delle femmine.

http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/cosa-mangiano-lupi-poggi-prata-gr-soprattutto-cinghiali/#prettyPhoto

Ma questo probabilmente si preferisce ignorarlo perché decreterebbe la fine delle battute di caccia per tutto l’anno. Ci si chiede, in uno degli articoli, se i cittadini corrano qualche rischio a causa di questi quattro lupi, senza minimamente evidenziare che gli avvistatori stavano svolgendo una battuta di caccia a metà marzo.

Noi invece ci chiediamo: non sarà forse questo il vero pericolo per tutti noi cittadini, specie con la bella stagione? Gruppi di 30 cacciatori che, dalla chiusura della caccia fino a giugno, monopolizzano le nostre campagne con la scusa legalizzata del “controllo faunistico” – cioè sterminio – delle specie che danno fastidio a loro.

Ben 84 sono le battute attualmente in atto nella nostra provincia, di cui 9 proprio nella zona di Offida (dove noi cittadini potremmo correre rischi per il lupi), per eliminare dalle nostre campagne l’altro unico canide selvatico importantissimo per l’ecosistema, la volpe, considerata un rivale dei cacciatori in quanto potrebbe nutrirsi  dei fagiani e delle lepri ( non certo di quelli viventi in stato naturale perché sono stati fatti tutti fuori) reimmessi proprio in questo periodo per essere impallinati a settembre. Queste bande di persone armate e in frenesia (fino a 30 cacciatori con al seguito moltissimi cani per la battuta alla volpe), nei quali si imbatte chi in primavera decide di fare un’escursione o una passeggiata, o chi vive o lavora in campagna, costituiscono l’unico rischio vero e accertato per la sicurezza , visto che l’attività venatoria causa mediamente un centinaio di vittime umane all’anno tra morti e feriti. Le autorità competenti sono a conoscenza di questo problema di pubblica sicurezza, poiché quotidianamente allertate dai cittadini lasciati completamente soli, spesso ad affrontare discussioni con persone armate non solo di fucili e carabine, ma dell’arroganza di essere titolati dai nostri politici ad entrare nella proprietà privata senza il consenso del proprietario.

Noi ci chiediamo quando avrà fine tutto questo, e nell’attesa diamo il benvenuto a questi lupi. Ci adopereremo in ogni modo, coinvolgendo le guardie zoofile e venatorie e i cittadini che vorranno aiutarci, per vigilare affinché non avvengano anche ad Offida le uccisioni illegali dei nostri lupi: chiediamo a tutti di prestare la massima allerta per scoprire lacci, trappole, bocconi, presenze anomale di cacciatori, spari provenienti da case o in orari notturni, insomma,segnalateci qualsiasi cosa vi insospettisca.

Per segnalazioni 328 8880553 – Sabrina Simonetti – Delegata responsabile Lega Abolizione Caccia Ascoli Piceno – Offida (AP)


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