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Catasto, rendite nel mirino del DEF

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di Alberto Premici

Se ne parla da anni e, di rinvio in rinvio, forse è la volta buona (o cattiva a secondo dei punti di vista). Con il nuovo Def (documento di economia e finanza), in approvazione nei prossimi giorni, il Governo metterà di nuovo mani sulle rendite catastali che, in alcuni casi, arriveranno quasi a raddoppiare. Ciò non necessariamente comporterà un incremento direttamente proporzionale delle imposte, ma inciderà non poco sulle prestazioni sociali quali asili nido, bollette, abbonamenti di treni e bus, ecc. e, soprattutto, sui parametri Isee. Sono a rischio quindi molte agevolazioni per i proprietari di prima casa e pensionati. Saranno abolite le categorie catastali A1, A2 o A3, (abitazioni signorili, civili ed economiche), tutte unificate nella categoria “O” (ordinarie), probabilmente suddivisa in O1 (condomini) e O2 (case isolate). Dovrebbe essere istituita anche la categoria “S” per gli immobili pubblici e commerciali.

Addio anche al “vano” come parametro della consistenza, che varrà sostituito dai metri quadrati, calcolati e ragguagliati come da normativa e già presenti nelle visure dell’Agenzie delle Entrate (ex Agenzia del Territorio, ex Catasto Fabbricati). Per la determinazione del valore medio di mercato delle singole unità, si terrà conto delle rilevazioni periodiche dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), alle quali l’Agenzia delle Entrate applicherà, previa valutazione dell’ubicazione, livello di piano, vetustà e grado di finitura, una riduzione forfettaria del 30%. Il Catasto continuerà ad essere uno strumento di garanzia e perequazione fiscale?


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