Ospedale unico. Narcisi: “Perchè non in pianura?”

di Mario Narcisi (*)

Finalmente se ne comincia a parlare anche ad Ascoli. Abbiamo appreso dalla Stampa locale che cominciano a prendere forma,  con elaborati tecnici,  gli studi di fattibilità dell’Ospedale Unico del Piceno.

Questa è una importante notizia che va nel senso di una soluzione ormai  improcrastinabile  indicata già da molto tempo  dalle difficoltà , carenze e , a volte, disservizi  che l’assistenza sanitaria di questa parte della Regione era capace di offrire ai propri residenti.

Tutti  hanno finalmente capito che così non si può andare avanti, a meno che i due Ospedali, Mazzoni  e Madonna del Soccorso, non ritornino ad avere i Reparti di Base soppressi. Non a caso si parla dei due Ospedali  rimasti della Provincia , quello di Ascoli e quello di S. Benedetto,  come “Ospedali monchi” , “ mezzi Ospedali” , e dei  nostri malati  come “malati a quattro ruote”.

I tagli arrecati al nostri Organici sanitari e lo smantellamento dei nostri Reparti ospedalieri , in nome della riorganizzazione  e della razionalizzazione delle  risorse,  hanno creato , specialmente al  Madonna del Soccorso,  già carente da sempre, una struttura sanitaria così sovvertita che non è più degna di chiamarsi Ospedale .  I lavori eseguiti  rendono  ormai impossibile ripristinare la funzionalità  di un tempo.

E quando si legge che ad Ascoli delle cinque sale operatorie del nuovo Blocco Operatorio , appena inaugurato, solo tre sono utilizzabili a causa di infiltrazioni di acqua piovana e le liste operatorie vengono rallentate  perché manca Personale di anestesia , in quanto  si è fatta la Recovery Room  (Sala di Risveglio) dislocata dal Blocco operatorio, viene spontanea l’osservazione di fermare questo gettito di denaro pubblico e di concentrarlo in una unica struttura che funzioni al meglio. Se si continua a de localizzare i Servizi  di uno stesso Reparto , sia all’interno dell’ Ospedale che tra i due  Ospedali,  è ovvio che saranno necessari sempre più Personale e attrezzature. Questo concetto le Direzioni sanitarie dei rispettivi Presidi dovrebbero tenerlo bene a mente e non improvvisare dei percorsi organizzativi,  per rimediare a codeste carenze,  assai più pericolosi  sia per gli operatori sanitari che per gli assistiti.

Si ricorda che all’Ospedale di S.Benedetto la Recovery Room non fu mai realizzata, nonostante il suo progetto,  unico fra tutti i progetti presentati  dalla  Zona 12 all’ASUR,  fosse stato approvato dalla Regione nel 2004 nell’ambito dei Progetti di Sviluppo  e finanziato dalla Fondazione Carisap con il Piano pluriennale 2008-2010. Così  vanno le cose !

Ora sentire che la recente riunione tra i due Sindaci di Ascoli e S.Benedetto con le rispettive Giunte non ha più discusso , come nel recente passato, della insensata equa distribuzione dei servizi  ospedalieri  ma  ha posto , oltre la ormai assodata necessità  condivisa da tutti  di uno Ospedale Unico,  anche la legittima richiesta di avere una Azienda Ospedaliera Unica del Sud delle Marche con una sua autonomia gestionale  economica  e finanziaria per puntare all’eccellenza delle prestazioni, ci trova tutti consenzienti.

Certamente non è passata inosservata la indicazione dell’Ospedale unico in anteprima “sui colli piceni”, come riportato dalla Stampa, alcuni giorni fa.  E perché non in pianura? Visto il momento,  ci si sarebbe , in primis, dovuti  preoccupare della sismicità del luogo , ovunque esso sia .  Poi. a seguire , si sarebbero valutati  tutti gli altri criteri e parametri che sono stati più volte esposti  e che sicuramente faranno parte degli algoritmi che la Regione e il Collegio dei Sindaci dell’A.V. 5  predisporranno ed esamineranno per individuare l’area migliore.

Comunque , per il momento , la cosa più importante è la realizzazione di un Ospedale unico, piuttosto che avere due mezzi  Ospedali che mettono  quotidianamente a rischio la vita dei nostri pazienti  e puntare tutti insieme , con tutte le nostre energie,  alla  realizzazione,nel  Piceno, del l’Azienda Ospedaliera  Marche Sud .

(*) Dott. Mario Narcisi – Ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T. e Rappresentante territoriale dell’AAROI-EMAC . (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani e Medici dell’Emergenza Accettazione)