Ci ritorni in mente!

L’artista, ancora oggi, rimane nel cuore degli italiani di ogni generazione per il suo modo di cantare i sentimenti in un’epoca, quella degli anni Settanta, in cui le canzoni erano maggiormente dedicate all’impegno politico e civile.

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Hanno detto di lui:
“Mi piacciono tutte le cose che ha fatto Lucio Battisti” (David Bowie) – “La prima volta che mi sono davvero sentito un cantante è stato quando con un microfono in mano e una chitarra davanti, ho strimpellato l’intero repertorio di Lucio Battisti. Lui è la musica leggera, in Italia” (Vasco Rossi) – “Battisti cercava di esprimere la verità del sentimento, senza compromessi. Anche per questo era unico, anche per questo noi musicisti, non solo il pubblico, gli dobbiamo molto” (Ennio Morricone) –

“Ricordare Lucio Battisti, a dieci anni dalla sua prematura scomparsa, significa celebrare un compositore e un cantante che ha fondato la storia della canzone pop italiana, portandola a vertici creativi raggiunti raramente in seguito’. Così Radio Vaticana ricordava Battisti aggiungendo che “a rendere immortali le sue composizioni furono l’innovazione dei giri armonici, la fantasia ritmica e la cantabilita’ delle melodie. Ma certo i testi che Giulio Rapetti, alias Mogol, scriveva ispirato da quelle note, sono parte integrante della magia e contribuiscono a fare di quei brani un’espressione di arte autentica”.

Alberto Premici

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