Baldassarre e Carlo, guerrieri offidani

BALDASSARRE BARONCELLI

Guerriero – fu Senatore di Roma – 1380 – 1437

Disse di lui il Ghirardacci: “Huomo crudelissimo et assai favorito dal papa..Era huomo maligno et superbo et ambitioso, teneva le stanze tutte di finissimi panni di razza (arazzi) adobbati et il pavimento tutto coperto di panni et quando dava udienza voleva che gl’huomini gli parlassero ginocchioni sin tanto che egli gli accennava si levassero in piedi; quando nel pubblico cavalcava, facevasi menar dietro un cavallo carico di funi per ispaventare il popolo et quando parlava sempre minacciava di morte crudelissima, talmente che tutti del fatto suo si tremavano.” 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti (dal 1496 al 1535): Ha le sue prime esperienze militari nelle guerre contro Ascoli Piceno. Milita agli stipendi del re di Napoli Ladislao d’Angiò. 1423 – Diviene luogotenente nella compagnia di Ardizzone da Carrara. Sorveglia i castelli di Conte da Carrara siti nel teramano. 1423 – Luogotenente di Obizzo da Carrara a Controguerra ed a Torre al Tronto. Concede in affitto ad alcuni abitanti di Castagneto un mulino in contrada Lalenata, presso Vezzola. 1428 – Ricopre l’incarico di capitano della montagna bolognese. 1433 – Ottiene dal papa Eugenio IV l’incarico di capitano della guardia inferiore e di vicecastellano di Castel Sant’ Angelo a Roma. Reprime un tumulto dei romani. 1434 – Ha ora il comando del presidio di Castel Sant’ Angelo. I romani si ribellano al pontefice: Baldassarre da Offida finge di accordarsi con i rivoltosi;  al termine dei colloqui  cattura 11 cittadini, fra i quali vi è anche il condottiero Giacomo da Roma. 1434 – E’ assediato in Castel Sant’Angelo. Entra nel borgo di San Pietro Orso Orsini con molti cavalli e fanti; dopo alcuni giorni è superata la resistenza di Porta Settimiana. Baldassarre da Offida può così uscire dalla fortezza ed impadronirsi con un colpo di mano del Campidoglio. 1435 – (gennaio) Viene nominato senatore di Roma; mantiene questa carica fino alla fine di novembre. 1435 – A seguito della pace con i viscontei è inviato a Bologna con il nuovo governatore della città, il vescovo di Concordia Daniele da Treviso. E’ nominato podestà di Bologna;  200 fanti fanno parte della sua guardia personale. 1435 – Requisisce le armi tenute nella casa di Giacomo dalle Correggie e di altri partigiani dei Canedoli e le fa portare nel suo palazzo; fa decapitare Antongaleazzo Bentivoglio ed impiccare Tommaso Zambeccari nella sala del re Enzo. 1436 – Condanna a morte il cancelliere di Antongaleazzo Bentivoglio, Cola d’Ascoli, con l’accusa di avere cercato di consegnare Bologna ai viscontei: per dimostrare ai bolognesi di essersi comportato correttamente nei confronti del Bentivoglio e dello Zambeccari,  fa avere a Cola d’Ascoli la grazia dal pontefice. 1436 – Affianca Francesco Sforza all’assedio di Forlì. Diffida dell’operato del condottiero. 1436 – Assale Lugo alla testa di milizie che gli sono fornite in gran parte dallo stesso Francesco Sforza. 1436 – Francesco Sforza gli richiede la disponibilità delle truppe fornitegli per l’azione contro Lugo: Baldassarre da Offida trama contro il condottiero ed incita Niccolò Piccinino ad assalirlo.

1436 – Con Pietro Giampaolo Orsini cerca di fare uccidere a tradimento a Ponte Poledrano (Bentivoglio) Francesco Sforza; vi colloca in agguato alcuni arcieri. Lo Sforza, avvertito la sera precedente dell’insidia dal cardinale di Capua, non si fa vedere all’ appuntamento. Baldassarre da Offida lascia allora Bologna, si porta a Budrio e vi raccoglie numerosi contadini per prendere alla sprovvista il capitano rivale. Sosta alla Riccardina; è vinto dagli avversari capitanati dal Sarpellione. Fugge a Budrio;  viene assediato nel castello: gli abitanti si ribellano, è catturato mentre tenta di nascondersi travestito da donna. Cosparso di farina, è condotto a Cotignola dove confessa le insidie portate a Francesco Sforza. Il condottiero lo fa condurre a Fermo. E’ incarcerato nella rocca del Girifalco ed è preso in custodia da un ex servitore di Antongaleazzo Bentivoglio. 1437 – Muore colpito da una tegola fattagli cadere sulla testa; per altri è impiccato; per altre fonti ancora, viene avvolto nudo in una pelle di bue e sotterrato con tutto il corpo tranne la testa.


CARLO BARONCELLI

Guerriero – (Carlo dei Peruzzi, Carlo di Aufidia) Di Offida. Signore di Offida  + 1535 ca.

Il Colucci così lo descrive: “Famoso guerriero e gran capitano. Se in lui si può notare alcun vizio è l’essere stato troppo ardito ne’ militari congressi, troppo fiero nelle fazioni, troppo precipitoso nel maneggio delle armi, troppo colerico ed iracondo.” 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti (dal 1496 al 1535): 1496 – Favorisce i fuoriusciti di Ripatransone; con l’aiuto degli abitanti di Fermo e quelli di Ascoli Piceno può entrare in tale località riportando la perdita di una decina di uomini. 1496- Si insignorisce di Offida. 1497 – Perde la signoria di Offida ad opera di Astolfo Guiderocchi. Ripara a Ripatransone. 1497 – Si allea con i fermani e devasta l’ascolano con i fuoriusciti. Con Andrea Doria cattura a Porto d’Ascoli Gian Francesco Guiderocchi. 1497 – Viene respinto da Offida. Sono uccisi per rappresaglia il fratello Ercole e lo zio Roberto con altri partigiani dei Baroncelli. Si stabilisce a Fermo. 1498 – Attraversa il Tesino ed avanza nell’ ascolano. Depreda le campagne di Ripatransone, si accampa al Poggio di Bretta e minaccia Ascoli Piceno. Viene respinto da Offida. 1500 – Uccide con alcuni suoi partigiani il castellano di Offida, uno spagnolo, e si impadronisce temporaneamente della rocca: si vendica in tal modo della morte dei congiunti voluta dallo stesso castellano. Gli viene contro il cardinale legato Giovanni Balve: si discolpa e passa agli stipendi dei pontifici. 1502 – Si allea con Oliverotto da Fermo per contrastare i fuoriusciti di Fermo. 1502 – Si trova alla conquista di Camerino; dà alle fiamme il castello di Petritoli. 1503 – Ritorna ad Offida alla morte del papa Alessandro VI. 1509 – Si riconcilia con il papa Giulio II. 1510 – Accoglie in Offida i fuoriusciti ascolani con Ciotto Migliano. 1511 – Milita agli stipendi dei fiorentini. Presenzia alla rassegna della sua compagnia. 1512 – A Castel San Giovanni per la rassegna della sua compagnia di cavalli effettuata dal commissario Pietro Nerli. 1512 – E’ segnalato alla guardia della Valdarno Superiore, della Val di Chiana e del Casentino. La sua sede è a Civitella in Val di Chiana dove alloggia con 10 balestrieri a cavallo. 1513 – Combatte i suoi rivali politici, i Parisani, i Malaspina e gli Odoardi che hanno alfine la meglio. Trova rifugio a Fermo. 1520 – Allorché Fermo si solleva a Ludovico Euffreducci, su richiesta del commissario pontificio Niccolò Bonafede soccorre gli insorti e scaccia l’ avversario dalla città. Con Brancadoro da Fermo ottiene dai pontifici il comando delle milizie: si porta a Grottazzolina con 100 fanti e partecipa alla battaglia di Falerone. Nello scontro ha il comando del centro dello schieramento; fa allargare le sue linee e sparare diversi colpi di spingarda contro i fanti avversari che, spaventati, abbandonano il combattimento. Con la vittoria ha l’incarico di inseguire i fuggitivi. 1527 – Dopo il sacco di Roma occupa Offida e Castignano per conto dei fermani. E’ assediato in Castignano per cinquantasette giorni. Con la resa della città, riesce a darsi alla fuga. 1533 – (giugno) E’ organizzata in Offida la riconciliazione fra le fazioni. Nasce una nuova disputa con i Boldrini, molti membri di tale famiglia sono uccisi. Carlo da Offida ripara a Comunanza dove  sfugge ad un agguato dei rivali. 1533 – Segue un trattato di pace tra Ascoli Piceno ed Offida: gli sarà permesso di rientrare nella città solo più tardi. 1535 – Muore a Molfetta.


(Ricerca di  Alberto Premici – © All rights reserved.)


ALTRI OFFIDANI ILLUSTRI