Panetta, giudice offidano

OFFIDA – Il passato della nostra Offida vanta moltissimi personaggi illustri. A parte il celebre Longino di Azone, signore di Offida, che nel 1039 conferisce i suoi possedimenti locali all’Abbazia di Farfa, avviando di fatto lo sviluppo urbanistico e sociale del centro cittadino, si annoverano molti eminenti ecclesiastici, priori, abati, vescovi (come Luca di Offida – 1434 – Vescovo di Gerace), beati (Corrado e Bernardo), conventuali e addirittura un cameriere segreto del Papa Pio IX (Vito Rosini).

Tra i laici si annoverano pittori, patrioti, guerrieri, archeologi (il mai dimenticato Guglielmo Allevi), studiosi, musicisti, ed altri personaggi di indubbio spessore culturale.

Spulciando nei vecchi archivi scopro anche “Panetta del fu Enrico de Offida”, giudice e assessore del comune pisano alla curia dell’Aquila, citato in una sentenza con cui condanna “Vanne di Andrea da Soiana a pagare staia 12 di grano a misura pisana, a ragione di affitto, al notaro Gerardo da Castell’Anselmo, procuratore di donna Nella, vedova di Gaddo Liscari da Soiana. Data e letta a Pisa, nella suddetta curia posta nel palazzo nuovo delle sei curie del comune pisano. Testimoni Compagno del fu Guidone da Putignano e Iacopo del fu Martino da Lari. Cop. dagli atti della ridetta curia per Pietro di Giovanni da Luciana, notaro e giudice ordinario”. La sentenza (nell’immagine allegata) è datata 6 settembre 1333.

Un passato quindi che testimonia nei secoli una continua vivacità culturale, di cui la nostra cittadina può e deve andare fiera.

Alberto Premici