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Area Vasta, l’intervento del Dott. Mario Narcisi

p1010919_204717 di Mario Narcisi *

La Proposta di Riorganizzazione dell’Area Vasta n.5 presentata alla Conferenza dei Sindaci di fine anno a Cupramarittima è una Proposta assurda. Nessuno ha avuto il buon senso di illustrare la Proposta alla cittadinanza. La “trasparenza” tanto raccomandata dalla V° Commissione Regionale per la realizzazione della Proposta di Riorganizzazione della Rete Clinica dell’AV n.5, presentata dalla Direzione ASUR (Ciccarelli – Stroppa) alla Conferenza dei Sindaci di Cupramarittima il 23 -12 – 2013, è una pura illusione. Nella Proposta si costruisce l’Organigramma della Dirigenza prima di definire i veri fabbisogni del Territorio. Addirittura si prevedono nuove figure di responsabilità sanitarie equiparate a quelle “primariali” ma non con la stessa autonomia di un Primario. Lo scopo è ovvio !!!.

Si fissano i posti di Dirigenti sanitari invece di dare, prima, una risposta omogenea al bisogno di salute dei cittadini con Ospedali di Rete che abbiano un minimo di Reparti di Base senza i quali un Ospedale non potrebbe rimanere aperto e non sarebbe possibile organizzare una “continuità assistenziale minima” ovvero una guardia medica attiva continua nei settori essenziali di uno ospedale di rete. Normalmente le Reti Cliniche si fanno prima elencando i Reparti e poi nominando i Dirigenti. E’ un riordino che si preoccupa più di accorpare il Personale che dare Servizi sanitari alla Popolazione, lasciando spazi vuoti che provocano panico e disorientamento tra la gente.

Emblematico il caso di venerdì scorso quando dal Pronto Soccorso di San Benedetto Tr. tre pazienti sono stati costretti a lasciare l’Ospedale per mancanza di posti letto in settori nevralgici dell’ospedale e dirottati in altri Ospedali di rete !!! Non era mai successo !! Agli estensori della Proposta occorre ricordare che il concetto di “integrazione”dei Servizi, tanto sbandierato, non è un sinonimo di “migrazione”. Questo è quello che viene proposto dal Riordino presentato e non corrisponde ad una Rete qualificata e sicura, come la Proposta vorrebbe fare intendere. Ai signori Governanti del Piceno vorremmo fare notare che “trasportare” costa più che “curare” e il silenzio su questi argomenti scaturisce solo da un calcolo campanilistico.

La Città e l’Ospedale di San Benedetto del Tronto non ci stanno a questo gioco perché due mezzi Ospedali come il “Madonna del Soccorso” e il “Mazzoni” non sono più luoghi di cura.

* ex Direttore del DEA dell’Ospedale di S.B.T. – rappresentante territoriale dell’AAROI-EMAC

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